Maria Tiraferri

Ciao sono Maria, o come mi chiamano le persone che amo Mery.

Questa precisazione fa capire tanto di me, questo soprannome l’ho sempre odiato e vietato di usare a tutti, in quanto pensavo non mi caratterizzasse, fino a quando un giorno le persone che amo iniziarono a chiamarmi così e da li iniziai, anche io ad amare questo soprannome in quanto fossero proprio loro che mi chiamavano in tal modo. Io ho sempre avuto un rapporto di odio e amore con quasi tutto nella mia vita, forse perchè tengo troppo alle cose, tanto da ossessionarmene da come le faccio o come vorrei che venissero fatte o concluse, fino ad arrivare ad odiarle.

Ma ora vi parlo un pò di me. Sono nata a Rimini, una città di mare situata in Emilia Romagna, sì proprio quella città piena di movida e in effetti la mia vita è stata molto movimentata sin da piccola. Ero una bambina molto curiosa, di tutto, non dicevo no a niente e provavo a fare qualsiasi cosa, dipingevo tele enormi insieme a mia mamma, da sempre appassionata dell’arte, questo devo dire l’ha trasmesso anche a me, oppure fotografare in analogico, altra passione che condividiamo entrambe, altro interesse che coltivo sin da piccola è la moda, creavo i miei vestiti e organizzavo sfilate coinvolgendo chiunque e questo amore lo porto dietro con me ancora oggi, tenendomi sempre informata a riguardo non perdendomi neanche un’uscita di Vogue Italia. Insomma da sempre mi è piaciuto fare, si fare con le mani, imparare, realizzare, progettare mantenendo sempre ben definita la mia identità senza mai omologarmi agli altri ma avendo sempre una mia personalità, unica e vera.

Sono diplomata al Liceo Scientifico, scelta molto distante da quella che avrei voluto intraprendere, ovvero il Liceo Artistico, ma spinta dai miei genitori e dei miei insegnanti decisi di mettere da parte il mio lato artistico per altri cinque lunghissimi, infiniti, interminabili anni, per frequentare una scuola più “normale”. Devo dire che sono stati anni impegnativi che ho amato e odiato, soprattutto odiato, in quanto non mi permetterono di esprimere ciò che avevo dentro, l’urgenza di creare di realizzare dando sfogo alla mia mente e voglia di fare. Proprio per questo motivo non vedevo l’ora che finisse il liceo proprio per scegliere l’università che da cinque anni avevo già deciso e alla quale riuscii ad entrare, quindi scelsi Design, una disciplina che in qualche modo riusciva a combinare tutte le mie passioni e desideri per il futuro, e si prestava perfettamente al mio modo di essere, una persona molto determinata, ambiziosa, precisa, e volenterosa di imparare ma allo stesso tempo desiderosa di fare, creare, progettare, sbattendoci anche la faccia e sbagliando, perchè in fondo è così che si impara no?

A proposito di tecnologia non saprei molto come definirmi, se mi fisso con delle cose divento una nerd ma per altre sono davvero ignorante lo ammetto. Per quanto riguarda il Coding ammetto che parto da zero, anche se credo sia molto importante e utile, spero di imparare molto, non mi tiro indietro a niente. I programmi che utilizzano di più sono Indesign, Illustrator e Photoshop anche se non sono ancora una professionista nel loro utilizzo spero un giorno di diventarlo. Nonostante questo mi piace ancora divertirmi con supporti come tempere, tele, sketchbook, acquerelli e macchinetta fotografica, lo so, un pò troppo vecchio stile vero?

Per essere coerente con ciò che ho detto all’inizio ora vi racconto ciò che amo e ciò che odio.

Amo i dolci, si tutti i dolci possibili ed esistenti in questo pianeta, più di tutti il gelato, fonte primaria della mia esistenza; Amo l’avocado toast; Amo i cappelletti in brodo della nonna Claudia e i pranzi domenicali in famiglia o con gli amici; Amo i colori pazzi anche se mi vesto sempre di nero, ops! Amo il mare, e come non potrei? ci vivo; Amo ballare, perchè forse non lo sapete ma ho fatto per 15 anni danza classica e mi sono diplomata alla RAD; Amo viaggiare, esplorare nuove città e nuove culture; Amo la moda; Amo immergermi nella musica e cantare a squarciagola in macchina anche se sono molto stonata devo ammettere; Per finire amo scrivere, sì perchè anche se sembro una ragazza forte in realtà faccio molta fatica ad aprirmi ed esprimermi a parole e tendo spesso a chiudermi in me stessa, per questo scrivo, perchè sul mio diario riesco a sfogarmi e far chiarezza nella mia testa dove spesso governa il caos.

Per quanto riguarda le cose che odio, beh, qui ce ne sono tante devo dire, però mi limiterò giusto a dirne qualcuna: Odio le olive, le alici, i capperi, odio la matematica, odio correre, odio parlare davanti a tante persone, odio il cielo grigio, la nebbia e la pioggia, vorrei che ci fosse sempre il sole nelle mie giornate, odio il freddo invernale in quanto sono un inguaribile freddolosa, odio la sveglia presto al mattino, ma come ho già detto questo elenco sarebbe infinito se continuassi quindi vi risparmio dal leggere questo elenco noioso e decido di concludere qui.

Ci sono diverse persone da cui traggo ispirazione per i miei lavori, fotografi, designer di prodotto, graphic designer, fashion designer, artisti e anche architetti. Come fotografo ad esempio credo che Helmut Newton sia strepitoso, mi piacciono molto i lavori che realizza, la sua audacia e sfrontatezza, l’eleganza e l’erotismo che da ad ogni fotografia, ammiro moltissimo il lavoro che ha svolto per Vogue che ha ridefinito la moda dagli anni ’70 in poi.

Per quanto riguarda il design di prodotto invece mi piace molto Enzo mari, Bruno Munari e Alvar Aalto; Riguardo alla grafica mi è piaciuta davvero tanto April Greiman, una graphic designer americana, una delle prime delle prime ad integrare la tecnologia digitale con Apple Macintosh nel design grafico degli anni ’80, famosa per aver realizzato “Does It Make Sense?” che conteneva un immagine intera del suo corpo nudo sovrapposta a dati grafici.

Per fashion designer ce ne sono diversi che ammiro come Rick Owens, Virgil Abloh, Maria Grazia Chiuri, Gilda d’Ambrosio e Giorgia Tordini, Alessandro Michele, Simone Bellotti e Glen Martens. Anche l’architettura mi affascina molto come i lavori strepitosi di Tadao Ando, il cui lavoro è caratterizzato da un minimalismo rigoroso e un dialogo fondamentale tra architettura e natura, con geometrie semplici e l’uso naturale della luce che unisce tutto creando ambienti quasi spirituali come la chiesa della luce, per me un lavoro incredibile che sogno di vedere un giorno dal vivo.

Spero di avervi fatto conoscere un pò, pochino, pochissimo, di me, con questa piccola presentazione, se così non fosse sarà per la prossima!

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