Giada Gasparinetti

Bio e percorsi di studio

Sono Giada Gasparinetti, sono nata il 4 ottobre 2004 e abito a Marcon, in provincia di Venezia, in una casa immersa nella natura tra i campi, lontana dalla confusione del centro paese. 

Ho sempre avuto una passione per il disegno a mano libera, in particolare a matita, infatti alle scuole superiori ho scelto di frequentare il Liceo Artistico Guggenheim di Venezia, con indirizzo arti figurative, per coltivare, approfondire e conoscere nuove tecniche.

Questo percorso mi ha fatto capire il mio interesse per l’arte e per il design, spingendomi a iscrivermi allo IUAV; il mio obiettivo è quello di costruire una preparazione solida e trasversale che mi consenta, in futuro, di inserirmi nel mondo dell’art direction, un ambito che sento particolarmente vicino per la possibilità di coniugare creatività, visione strategica e costruzione di identità visive coerenti e significative.

I miei interessi

Tra i miei principali interessi c’è l’attività fisica, in particolare la palestra, perché mi piace essere una persona attiva e prendermi cura di me stessa. Allenarmi mi aiuta a sentirmi forte, motivata e in equilibrio. Amo molto anche i gatti, che con la loro dolcezza e il loro carattere indipendente riescono sempre a strapparmi un sorriso.

Nel tempo libero, come già detto, mi piace disegnare, un’attività che mi permette di esprimere la mia creatività e dare spazio alla fantasia. Inoltre adoro viaggiare: scoprire nuovi luoghi, culture diverse e vivere esperienze stimolanti mi arricchisce e mi fa crescere. In generale, mi ritengo una persona curiosa, sempre pronta a mettersi in gioco e a fare esperienze nuove e coinvolgenti.

Informatica

Per quanto riguarda l’informatica, provenendo da un percorso di studi creativo e poco orientato alle materie scientifiche, non ho mai avuto l’opportunità di avvicinarmi al mondo del coding e della programmazione. Durante il mio percorso formativo mi sono concentrata soprattutto su discipline artistiche ed espressive, senza approfondire aspetti più tecnici o legati allo sviluppo software. Per questo motivo, il mondo della programmazione rappresenta per me un ambito nuovo, tutto da scoprire e da esplorare.

Tuttavia, qualche anno fa sono andata a Barcellona qualche giorno, e ovviamente, da buona ex studentessa del liceo artistico, non ho potuto fare a meno di visitare Casa Batlló, in cui ho notato il lavoro di Refik Anadol, ovvero il Living Architecture. Questo visual artist utilizza dati e intelligenza artificiale per creare installazioni immersive e ambienti visivi spettacolari, che nel caso di Casa Batlló, per me sono molto suggestivi e magnetici, in grado di farti spaziare con la fantasia. 

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