Thomas Miolo

Piacere

Sono Thomas e non ho una fissa dimora! Vi basta sapere che passo più tempo quì in isola che altrove, se torno a casa vuol dire che sono in mezzo ai campi di Caldogno (Vicenza) dove sono cresciuto. All’asilo le maestre mi chiamavano “l’innamorato” perchè sembrava che non avessi 1 pensiero, all’Itis (Meccatronico A. Rossi di Vicenza) idem ed ero simpatico ai prof solo perchè scherzavamo insieme su come io dessi affettuosamente loro modo di usare tutto il range 1-10 per valutarmi e STILL riuscissi a passarla liscia ed essere promosso sempre (ho fatto la prima due volte però).

Mi piace

Mi piace tanto il tangibile, il materico, spendere tempo assieme a ciò che può diventare, e che già in partenza è. Per un paio di estati (la scorsa e quella del 2023) ho combattuto il nonnismo a suon di know-how come manutentore meccanico/carpentiere nell’officina démodé della L.E.G.O., spesso usufruendo dei macchinari rudimentali per autoprodurmi oggetti a me utili. Mi definisco molto artigiano.

Quanto dal male dell’industria, sono attratto dalla natura e affascinato dal suo tendere alle simmetrie.

Inoltre scatto a pellicola, meno di quanto vorrei, e disegno, meno di quanto vorrei.

Interagire con ciò che muove i miei sensi, quando me ne accorgo e anche quando invece no – è la top 1 frase senza contesto ma in realtà intendo proprio questo: trovo sia curioso, vivendo, capire come il mondo progettato* sia stato maneggiato al fine di essere così, nel bene e nel male. Non è mai esclusivamente merito di ciò che vedo come singolo interesse o mia tendenza di pratica o di gusto, il perchè io scelga attivamente di imparare come essere designer.

La “sfida”

Così ha senso chiamarla, perchè in “Thomas” la I sta per Informatica e la P per Programmazione.

Non è riuscito nemmeno al più tosto dei miei professori, Tullio Carlassara, indurmi a desiderare di programmare.

Le sue sperimentazioni erano tanto essenziali quanto brillanti, e lasciavano trasparire un estro artistico che spicca, tra i tanti ingegneri, tanti, senz’anima.

È per rendere giustizia ai suoi insegnamenti non recepiti (da me solo) che scelgo di ispirarmi a lui.

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