La mia bio
Vengo da Cazzago, un piccolo paesino in provincia di Venezia (uno di quelli che quando lo nomini ti chiedono: “ma dov’è?”).
Ho sempre amato disegnare, dipingere e sperimentare, da qua deriva la scelta del liceo artistico. Al momento di decidere l’indirizzo ho optato per design dell’arredamento, un mix tra interior e product design che mi sembrava dire: “così faccio un pò di tutto e non sbaglio”.
Per fortuna ho potuto esplorare entrambe le strade, perché ho capito che arredare non faceva per me, preferendo di gran lunga progettare. Così è arrivata la mia seconda doppia scelta inscrivendomi a Product e Visual Design allo IUAV, ma stavolta più nelle mie corde 🙂
Rapporto con la tecnologia e il coding
Ho dimestichezza con programmi di modellazione 3d e di impaginazione come Rhinoceros, Blender e alcuni strumenti della suite adobe, al contrario non ho mai avuto esperienza diretta con programmazione o coding, però imparare nuovi strumenti mi diverte, soprattutto perché adoro scoprire cose nuove. Sono una di quelle persone che vorrebbero fare 300 cose contemporaneamente e interessarsi a tutto anche se sto imparando a moderarmi, perché alla fine è meglio farne poche, ma fatte bene.
Cosa mi piace
Mi piace suonare il pianoforte e andare in palestra. In più faccio disegnini che ho trasformato in un lavoretto occasionale facendo caricature e illustrazioni per diverse occasioni
Ispirazione
Come artista visivo da cui posso trarre ispirazione ho notato Catodo, un artista che usa il codice per generare immagini, suoni e comportamenti interattivi.
Una sua opera che ho trovato interessante è De obsolescentia, parla di quanto oggi immagini, informazioni ed emozioni diventino subito vecchie, tutto si rovina mentre lo stiamo ancora guardando. I visitatori possono agire sulle fotografie muovendo le mani su un dispositivo Leap Motion, toccando virtualmente le immagini e cambiando i pixel, in un gesto che mostra il passare e il consumarsi del tempo.


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