Io
Mi chiamo Sara e vivo in provincia di Udine, a Treppo Grande (e no, non è grande veramente, ci abitiamo in meno di 2000). Ho frequentato il liceo linguistico perché a 14 anni mi sembrava la scelta che mi lasciava aperte più porte (e quindi quella che mi permetteva di posticipare il momento di prendere effettivamente una decisione). Scegliere lo IUAV per me è stato un po’ un salto nel vuoto, una sfida che mi sono auto-lanciata per conciliare il mio lato più “quadrato” e perfezionista al lato più creativo, che è sempre stato molto presente e rumoroso nella mia testa, ma molto timido al di fuori. Sono molto contenta della mia scelta, anche se devo ammettere che vivendo a Mestre mi sento un po’ Heidi costretta a stare a Francoforte.
Cosa mi piace
Mi piace moltissimo leggere, fin da piccola. Come allora, leggo un po’ di tutto e molto spesso. Papà mi ha trasmesso la passione per la motogp e per la musica, sempre alta quand’ero in in macchina con lui. Mamma, con una pazienza sovrumana, mi ha insegnato fin da piccola a ricamare, fare a maglia e all’uncinetto, perché io, come lei, amavo l’idea di vestire le bambole come volevo. Amo viaggiare e stare all’aperto, possibilmente immersa nel verde. In generale mi piace molto tenermi impegnata con tanti piccoli hobby.
L’informatica
La tecnologia è un mondo a cui mi sono sempre avvicinata con curiosità, grazie a papà che è un grande appassionato e smanettone. Ma di fatto non ho mai studiato informatica né coding… a meno che non contiamo la mia distratta settimana di corso di informatica all’Università di Udine, fatta alle superiori per racimolare i crediti che mi mancavano (che ho trascorso cercando disperatamente di copiare i codici dal mio vicino di banco perché i miei non funzionavano mai).
Non conosco molte figure nell’ambito, ma mi è subito venuto in mente il Gaudi Cube di Refik Anadol, che ho avuto la possibilità di visitare la scorsa estate all’interno di Casa Batlló. È una stanza immersiva in cui l’artista cerca di trasportarti “dentro la mente” di Gaudi, e per fare questo sfrutta l’IA e algoritmi generativi. Quando ci sono stata mi ha rimbambita al punto giusto ma in realtà la sua “narrazione” ha avuto molto senso nella mia testa.

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