
little presentation
Ciao, sono Pietro. Vivo e sono cresciuto a Noale ma sono nato a Mirano, entrambe in provincia di Venezia. Fortunatamente sono vicino all’Università però questo vuol dire vivere da pendolare che non è sempre comodo.
Ho scelto il corso di design allo IUAV perché mi è sembrata una realtà che potesse unire tutti i miei interessi e le mie abilità e che riuscisse a sviluppare, oltre che a un senso proprio, anche una consapevolezza progettuale e una direzione nel modo di pensare diversa da ogni altro indirizzo di studi.
formazione e attività
Sono uscito da un liceo scientifico a indirizzo scienze applicate (il “famoso” Da Vinci di Treviso), scelto sia per l’assenza di latino ma anche per un discreto interesse nell’informatica, che poi in 5 anni è svanito quasi fino a scomparire lasciando spazio all’interesse per il mondo vero. D’altro canto mi è stata utile in diversi ambiti anche lavorativi poiché grazie alle mie conoscenze riesco a gestire, insieme ad altri ragazzi, dei laboratori di coding indirizzati ai bambini delle scuole elementari e medie.
Purtroppo le attività con i bambini non finiscono lì poiché sono anche un istruttore di nuoto quindi la mia soglia di sopportazione dei nanetti sta diminuendo esponenzialmente. Nonostante sia mentalmente stancante, mi riesco a divertire anche quando lavoro.
linguaggi di programmazione e software
Al liceo, quel pazzo del mio professore ha introdotto: c++, javascript, SQL e CSS. Purtroppo ricordo poco di tutto quindi è come se ripartissi quasi da zero.
Grazie all’università e a tutti i soldi che ho dato a Adobe riesco a giostrarmi tra Indesign, Illustrator (che ho usato 2/3 volte) e Photoshop (che devo ancora capire). Mentre per quanto riguarda la parte di modellazione 3D ho masterato Rhino.
artista coder
Come artista di riferimento e di possibile ispirazione ho preso in considerazione Andreas Gysin che ho scoperto per caso su Instagram. Utilizza nei suoi lavori il codice per generare immagini, animazioni e installazioni che spesso combinano software e dispositivi fisici, come display e sistemi elettronici che si costruisce lui stesso. Ha un’estetica minimale, spesso utilizza numeri, caratteri e algoritmi per creare forme che variano anche nel tempo.

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