Melania Zilio

Ciao! Sono Melania. Sono nata negli ultimissimi giorni del 2005, in un giorno di neve, quando il mio piccolo paese ancora si tingeva di bianco. Mi piace pensare che quell’atmosfera sospesa e delicata abbia in qualche modo segnato anche il mio modo di guardare il mondo.

Sono cresciuta a San Zenone degli Ezzelini, un paese in provincia di Treviso che pochi conoscono, ma che per me è casa: un luogo fatto di abitudini e volti familiari.

Dopo le scuole medie ho scelto di frequentare il Liceo Artistico “G. De Fabris” di Nove. Non avevo ancora le idee chiare sul mio futuro e ho deciso quindi di seguire la mia passione per l’arte e per il disegno. Dopo il biennio comune ho deciso di intraprendere l’indirizzo di design del prodotto: un mondo nuovo, fatto di progettazione, studio delle forme, materiali e funzionalità. All’inizio era tutto da scoprire, ma proprio questa novità mi ha affascinata profondamente.

Per molto tempo ho pensato che dopo il liceo non avrei proseguito gli studi, poi, grazie ad alcune esperienze nel mondo del design e della progettazione, ho capito che volevo continuare ad approfondire questo ambito, esplorando nuove possibilità e ampliando le mie competenze e mi sono dunque iscritta qui allo Iuav.

Durante la settimana faccio avanti e indietro tra San Zenone e Venezia, vivendo il contrasto tra un posto conosciuto e uno da scoprire. 

Nel weekend lavoro come cameriera in un’osteria del mio paese: un’esperienza che mi tiene con i piedi per terra e mi permette di stare a contatto con le persone, ascoltare storie e osservare piccoli frammenti di vita quotidiana.

Nel tempo libero non ho un’unica passione dominante, mi piace tutto ciò che richiede creatività e manualità. Disegnare, progettare, sperimentare tecniche diverse, creare oggetti fatti a mano. 

Il mio rapporto con la tecnologia non è sempre stato semplice. Il mondo del coding e della programmazione mi è ancora in gran parte sconosciuto, ma mi incuriosisce. Mi affascina l’idea che il codice possa diventare una nuova forma di espressione creativa, non solo righe di testo su uno schermo, ma strutture, logiche e sistemi capaci di generare forme, immagini, interazioni.

Mi colpisce in particolare la figura di chi utilizza il coding come un’arte, trasformando algoritmi in opere visive, esperienze digitali o installazioni interattive. 

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