Linda Mion

Mi chiamo Linda Mion e vivo in un piccolo paese in provincia di Treviso. Sottolineo provincia, perché con Treviso City ho in realtà pochissimo a che fare. Il mio paesello si chiama Gaiarine, è praticamente al confine con il Friuli, quindi in pratica sono una “veneta fake”, infatti frequento molto più spesso Pordenone.

Sono cresciuta con due fratelli maschi, il che significa pallonate in faccia, ginocchia sbucciate e un’infanzia piuttosto movimentata (effetto collaterale di essere l’unica femmina in famiglia).

Mi piace la grafica, i film drammatici, e i libri gialli. Ho un debole per l’universo di Harry Potter, per i profumi, per il mare e per l’abbronzatura estiva che dura sempre meno di quanto vorrei.

Sono una persona curiosa, a volte insicura quando mi trovo davanti a qualcosa di completamente nuovo, ma determinata quando qualcosa mi interessa davvero.

Ho frequentato l’Istituto Tecnico di Grafica e Comunicazione a Brugnera (Pordenone), in questo periodo la grafica ha iniziato ad appassionarmi sul serio: mi veniva naturale lavorarci, mi divertiva e sentivo che era qualcosa che mi riusciva bene. Mi piaceva sperimentare, provare combinazioni diverse e vedere come piccoli dettagli potessero cambiare completamente il risultato finale. Durante il percorso scolastico ho approfondito l’impaginazione e la progettazione di identità visive, imparando a considerare ogni elemento grafico come parte di un sistema.

Allo IUAV sto studiando Design del Prodotto e della Comunicazione Visiva, in cui sto approfondendo il lato più progettuale del design: mi interessa capire non solo come qualcosa appare, ma come funziona, come viene percepito e come può migliorare l’esperienza delle persone. Mi piace lavorare sui dettagli, sperimentare e cercare soluzioni visive che siano coerenti e comunicative.

In futuro mi vedo lavorare nell’ambito della comunicazione visiva o del design di interfacce, magari in uno studio creativo o in un team che si occupa di progettazione digitale.

Il mio rapporto con l’informatica è stato… complicato.

Alle superiori ho studiato TIC (Tecnologie Informatiche della Comunicazione), ma ricordo soprattutto il codice binario e concetti che all’epoca mi sembravano lontanissimi dal mondo creativo. Non capivo molto e questo mi ha fatto percepire il coding come qualcosa di estremamente tecnico e difficile.

Allo stesso tempo, però, mi affascina moltissimo l’idea di poter progettare interfacce, siti web o software. Mi incuriosisce il fatto che dietro ogni esperienza digitale ci sia una struttura invisibile fatta di codice. Mi spaventa perché lo percepisco come complesso e non so bene da dove partire, ma proprio per questo spero che questo corso mi aiuti a cambiare prospettiva: vorrei iniziare a vedere il codice non come un ostacolo, ma come uno strumento progettuale.

Una figura che trovo particolarmente stimolante è Lauren McCarthy, artista e creative technologist. Nei suoi progetti il codice diventa un mezzo per esplorare il comportamento umano, la comunicazione e l’interazione tra persone e tecnologia.

Lauren McCarthy

Commenti

Lascia un commento