Lia Zaffonato

Sono nata a Vicenza, nel marzo 2005, e ho vissuto sempre nel quartiere in cui sono nata, non in campagna ma nemmeno in centro, e la vita e le persone di quartiere mi sono sempre piaciute.

Alle medie ho suonato il clarinetto e devo dire che mi manca avere uno sfogo musicale, ma più di tutto mi manca suonare in orchestra (forse anche perchè ho avuto dei prof veramente talentuosi e pieni di passione).

In seguito ho scelto di fare un un Liceo Scientifico con indirizzo scienze applicate perché alle medie pensavo mi piacesse la matematica (spoiler: in quinta la odiavo) e mi incuriosiva fare un po’ di informatica (piuttosto del latino!).

Sto frequentando (ovviamente) l’Università IUAV di Venezia, in particolare il corso di “Design del Prodotto e della Comunicazione Visiva” e mi piacerebbe specializzarmi con una magistrale, sto ancora pensando se nell’ambito del Product Design oppure se nel UX/UI design.

Alle superiori, durante le poche ore di informatica a disposizione abbiamo saltellato da un linguaggio all’altro, quindi non mi sento forte in uno in particolare ma posso dire di aver avuto una buona infarinatura in tutti i seguenti linguaggi:

  • C++
  • HTML e CSS
  • JavaScript (il meno approfondito purtroppo)
  • PHP

Inoltre abbiamo anche fatto esperienza diverse volte con Arduino, ed è stato molto divertente sperimentare anche con una parte hardware.

A volte mi vergogno a dirlo ma ciò che per prima cosa mi ha attirato verso il mondo della grafica e poi anche del design del prodotto è stata l’arte della calligrafia e del lettering. Già dall’inizio delle superiori mi sono dilettantisticamente cimentata in questa attività e ho iniziato a seguire i primi artisti (tra cui Stefan Kunz), che poi mi hanno aperto al mondo del digitale e molto altro.

Del design in generale inoltre mi piace molto qualsiasi tioi di interfaccia visiva animate e interattiva, tutto ciò che si mette in relazione e confronto con l’osservatore. Mi interessa molto anche il brand design, infatti seguo diversi small business e brand la quale identità visiva mi ha particolarmente attirato.

Fin da piccola ho giocato a pallavolo e cerco di continuare a farlo, sperando di non dover mai smettere, non tanto per i risultati o gli allenamenti, ma per la squadra che diventa sempre una seconda famiglia in cui sentirsi a casa.
Lo sport in generale mi ha sempre affascinato ed è una fonte di ispirazione, soprattutto dal punto di vista tecnico del Product Design.

Mi piacerebbe viaggiare di più per osservare le persone che mi circondano per cercare di trarne qualche nuovo spunto o ispirazione. Quando riesco a concedermi dei viaggi non riesco a non fotografare molto di ciò che vedo, per paura di perdere degli scorci o dei dettagli suggestivi, nonostante io non sia un’esperta di fotografia.

Seguo diverse figure che mi ispirano con il loro lavoro e in particolare riguardo la tipografia, trovo di particolare interesse Tipografia Mistero e Marta Bernstein.
Un’altra designer (anzi più critica di design) che ha una posizione interessante è Alice Rawstorn che esplora il ruolo del design come attitudine e il design come mezzo per costruire un futuro migliore.

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