Anna De Luca

chi sono?

Mi chiamo Anna, ma anche Annucci, Nany, Anny, Annina. Tutti soprannomi che, inusualmente, allungano il mio nome.

Sono nata a Udine (una delle città in Italia con la più alta qualità della vita!), luogo dal quale sono scappata ma in cui sento la necessità di tornare quasi ogni settimana. Sono cresciuta in una famiglia serena, in una casa circondata dal verde in periferia. Da mamma ho preso la parlantina (anche se non sono estroversa come sembro…) e l’entusiasmo per ogni piccola cosa bella, da papà il perfezionismo e la passione per l’arte, in tutte le sue sfaccettature.

Infatti da bambina trascorrevo le giornate a disegnare, a scrivere storie illustrate, a registrare video e a cimentarmi in qualsiasi gioco esistente (possibilmente non con la palla, e questo non è cambiato). Dopo le medie ho deciso di frequentare un liceo scientifico contemporaneamente al conservatorio e a 3 corsi di danza, percorso di vita che mi ha insegnato la dedizione e la determinazione ma che non mi ha mai consentito di annoiarmi.

chi sarò?

A 19 anni mi sono trasferita da sola a Venezia, per me (e non solo) la città più bella del mondo, per frequentare la facoltà di design del prodotto e della comunicazione visiva. Mi sono iscritta senza capire profondamente quello che sarebbe significato, senza un piano preciso per il mio futuro lavorativo, ma spinta da una forte voglia di risvegliare il mio lato dinamico, intraprendente, inventivo, a lungo nascosto sotto pile di libri.

Alle persone che mi chiedono che cosa voglio fare da grande rispondo “voglio progettare mobili”, perchè il termine “product designer” è spesso incomprensibile, ma la realtà per me è molto più ampia. Desidero non smettere mai di studiare, viaggiare il mondo e conoscere tante realtà diverse dalla mia e far sì che il mio lavoro mi permetta di vivere una vita agiata, serena ed appagante.

Sono innamorata del percorso di studi che ho scelto perchè mi permette di collegare il mio lato razionale con quello estroso, due aspetti di me che spesso “fanno a botte” ma che alla fine riescono sempre a riabbracciarsi e a stare bene insieme.

e l’informatica?

Non mi sono mai dedicata concretamente alla sfera della programmazione e dell’informatica, anche se mi ha sempre intrigata. Lo trovo un settore particolarmente interessante e ricco di potenzialità e non vedo l’ora di approfondire questa tematica, per cultura personale ma anche per poterla sfruttare all’interno dei miei progetti futuri.

Durante la prima lezione sono rimasta colpita dalle creazioni degli artisti multidisciplinari che utilizzano il coding, realizzate fondendo programmazione, arte visiva, design, musica ed ingegneria. Da sempre adoro le installazioni immersive, ambienti che creano un collegamento tra l’essere umano e il digitale e trasportano lo spettatore in una sorta di realtà alternativa.

Facendo alcune ricerche sono entrata in contatto con i lavori, in particolare, del collettivo giapponese TeamLab. Negli ambienti ricreati arte, tecnologia e partecipazione del pubblico si fondono completamente, creando un’atmosfera davvero poetica.

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