Andrea Alberton

~ presentazione personaggio e prologo (chi sono)

Χαῖρε – cioè “ciao” – mi chiamo Andrea, ho 21 anni e vivo in un paesino chiamato Fellette nel comune di Romano d’Ezzelino (io avrei aggiunto un altro pò di lettere doppie giusto per rendere il tutto più confusionario). Ho una sorella più piccola, Alessia, con la quale battibecco giornalmente, e una gatta di nome Minou che sfrutta ogni buona occasione per tentare qualche pazzia, che sia smontare i battiscopa della cucina o infilarsi dentro il caminetto.

~ primo atto (liceo classico)

Durante il terzo anno delle scuole medie mi era stato consigliato di scegliere tra il liceo scientifico e quello classico e io, detestando la matematica, ho scelto la seconda proposta. Ovviamente – punto uno – i miei non erano d’accordo, convinti che un tecnico sarebbe stato più utile (io all’ITIS follia pura) e – punto due – io non sapevo in che delirio di scuola mi stavo per iscrivere (sarà “divertente” studiare greco e latino dicevano). Aggiungiamo a tutto ciò anche la mia intelligentissima decisione di smettere di studiare per i primi due anni (bravo pigrone così si fa). Alla fine dopo vari deliri e scleri vari sono riuscito a diplomarmi in cinque anni, durante i quali ho iniziato ad apprezzare la letteratura e la filosofia (tutti casi umani come me XD).

~ secondo atto (università)

La scelta dell’università è stata un’odissea paragonabile al mio percorso di studi al liceo. Partito convinto a fare psicologia, ho cambiato subito idea al pensiero di dover starmene segregato in uno studio rinchiuso da quattro pareti, quindi ho deciso di passare all’ingegneria edile (non sapevo cosa fosse ma aveva un nome intrigante), per poi finire nell’ambito del design (ho scoperto cosa fosse mentre mi preparavo per il test d’ingresso).

~ note (hobby e passioni)

Da piccolo ho sempre avuto la passione per i progetti fai da te che includessero principalmente l’uso del legno, materiale che potevo lavorare nel laboratorio del mio nonno paterno. Infatti è qui che come regalo di Natale per mia sorella ho realizzato insieme a mio papà dei mobili in legno per la sua casa delle Barbie. Contro ogni aspettativa sono riuscito a sfruttare questa passione anche alle scuole superiori nella realizzazione di oggetti scenici per le serate teatrali al liceo.

Oltre a questa altre mie grandi passioni sono i videogiochi (soprattutto quelli esplorativi e RPG), i libri – qualunque tipologia tranne i romanzi rosa (li odio) – la mitologia greca, la storia e la fotografia (da quest’anno).

~ Post Scriptum (l’informatica questa sconosciuta)

Purtroppo essendo i mattoni di libri prediletti al liceo classico non ho avuto la possibilità di conoscere il mondo dell’informatica – so solo che esiste, è in lingua inglese e può mandarti in crisi il cervello e il computer contemporaneamente. In ogni caso ritengo che sia un linguaggio molto importante da conoscere nell’ambito della progettazione grafica. Per questo motivo sono interessato a conoscere e – incrociando le dita – comprendere questa nuova lingua.

Tra i vari artisti e designer attivi nell’ambito del creative coding – sapendo ora cosa sia –  ho trovato molto interessante il progetto realizzato da Danqing Shi per il Padiglione Cina all’Expo Milano 2015, “The Field of Hope”. L’opera combina design parametrico e programmazione tramite openFrameworks, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che fonde arte e tecnologia.

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