Anna Terra-Geometric typography- refactoring

L’interazione è stata utile per sbloccare la logica del codice o è stata frustrante?

Tutto sommato l’interazione è stata utile, soprattutto per capire come usare translate() e push()/pop() che non mi erano chiarissimi. Il fatto di poter chiedere spiegazioni passo passo ha reso il processo meno stressante rispetto a fare ricerche da sola. A volte però le risposte erano un po’ lunghe e dovevo rileggere più volte per capire cosa cambiare concretamente nel mio codice.

Hai riscontrato “allucinazioni”?

C’è stato un momento strano: senza che io lo chiedessi, l’AI aveva aggiunto una variabilità di colore sulla lettera A legandola al movimento del mouse sull’asse Y, facendola diventare gialla. Il codice funzionava, ma era una modifica non richiesta e soprattutto sbagliata rispetto al mio progetto, dove la A doveva restare bianca. Quindi più che un’allucinazione classica è stata una “libertà creativa” non voluta, che ho dovuto correggere io esplicitamente.

Quanto ti senti “proprietario” del codice finale rispetto alla versione iniziale?

Mi sento abbastanza proprietario della versione iniziale perché l’ho scritta io da zero, anche se era più disordinata. Sul refactoring invece mi sento a metà — ho capito le modifiche e so spiegarle, ma alcune scelte come la struttura con le funzioni separate non le avrei fatte spontaneamente da solo, almeno non ancora.

C’è stato un momento in cui hai dovuto correggere il suggerimento dell’AI?

Sì, l’AI dava per scontato cose, o al contrario, ne supponeva altre senza che io lo volessi. Ho dovuto capire quanto devo essere esplicita nelle richieste in modo da farmi comprendere a pieno e poi far eseguire in modo corretto ed accurato.

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