*/ CHI SONO
Ciao! Sono Anna Lazzarini, gli amici mi chiamano anna lazza come i due rapper, e vivo a Treviso, città da cui ogni giorno prendo un treno (il mio più grande grande rapporto di amore e odio) per andare a Venezia a fare svariate cose. Penso che il mio tempo si possa suddividere circa così:
60% “dovere”
20% “piacere”
20% “funzioni vitali”
sul treno, in uni, a lavoro, studio.
hobby, interessi e vita sociale.
ok, ogni tanto mi fermo.
oggi studio a IUAV e per lavoro faccio l’hostess turistica. hanno preceduto un corso di laurea che non c’entra nulla, circa 6 lavori e due città diverse. Non mi piace stare ferma.
sono appassionata da sempre di crafting di vario tipo, soprattutto con materiali tessili (uncinetto, cucito) e carta, e in generale del mondo cosmetico di cui seguo novità e trend.
dormo, mangio, faccio lunghe docce e skincare. a volte faccio cose strane ai capelli. vado al mare ogni volta che posso.
*/ COSA (NON) SO FARE
Il mio rapporto con la tecnologia è molto amichevole, me la cavo come tecnico informatico della mia famiglia e per darti un’opinione immediata dei programmi che uso di più è tipo:
PHOTOSHOP
fuck
INDESIGN
marry
ILLUSTRATOR
kill
RHINO8
primo amore se tutti i programmi fossero come lui il mondo sarebbe migliore.
Se parliamo di programmazione, però, io non so assolutamente nulla. Spero di non impazzire e ho molte aspettative verso il corso, perché sento che potrebbe essere un approccio per me interessante alla grafica, funzionale anche al design del prodotto in cui penso che mi specializzerò.
*/ BRUNO MUNARI
Se dovessi menzionare un designer in particolare parlerei di Bruno Munari, principalmente per il forte legame del suo lavoro con il mondo dell‘infanzia, e per la totalità della sua arte, che l’ha visto come un progettista completo, capace di spaziare tra arte, design, scrittura, illustrazione con sensibilità, semplicità, trasversalità e fantasia rare.
Durante il mio corso di studi precedente in scienze della formazione primaria ho avuto modo di approfondire il personaggio in primis dal punto di vista pedagogico, e se oggi sono qui è anche grazie al fatto di averlo scoperto in quel contesto grazie ad una professoressa di letteratura per l’infanzia meravigliosa (grazie Marnie, se mai dovessi leggere!).


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