About me
Sono nata a Treviso in un caldissimo Ferragosto del 2005 e tutt’ora vivo a Dosson.
La mia vena creativa si è manifestata presto, fin da piccola passavo ore a disegnare con le cere a olio e a costruire oggetti inusuali con materiali di recupero.
Questa inclinazione mi ha portata quasi naturalmente verso il Liceo Artistico di Treviso, dove ho scelto l’indirizzo di Arti Figurative. Di quel periodo mi manca molto l’atmosfera artistica; non a caso, la ceramica è rimasta il mio grande hobby e d’estate lavoro in un laboratorio specializzato in ceramica Raku.
Proprio durante gli anni del liceo, però, ho scoperto il mondo del design. È nata così la passione per la comunicazione visiva, che mi ha spinta a iscrivermi allo IUAV di Venezia nel corso di Product e Visual Design.
Cosa mi piace e cosa no
Adoro viaggiare, anche se non riesco a farlo spesso, scattare fotografie e leggere, soprattutto romanzi. Amo passare le ore a guardare fuori dal finestrino, che per me è un modo per evadere dalla realtà o, forse, il metodo migliore per trovare l’ispirazione.
Nella mia lista dei preferiti ci sono anche i gatti, la musica indie e la sfida di provare a creare i miei vestiti da sola, cercando di diventare brava come mia madre (che è sarta), anche se per ora con scarsi risultati.
Un’altra cosa che mi piace, e che si può collegare anche alle mie scelte progettuali (soprattutto visive), è il minimal e la pulizia. Mi piace utilizzare pochi colori, il bianco e nero e gli spazi bianchi.
Informatica?
Arrivando da un percorso puramente artistico, il mondo del coding e della programmazione è sempre rimasto fuori dal mio orizzonte… almeno fino ad ora. Parto quindi da zero.
Immergendomi in questo campo, trovo però affascinante l’idea di poter progettare non solo l’estetica, ma anche il funzionamento di un prodotto digitale. Mi incuriosisce molto capire come i linguaggi di programmazione possano diventare nuovi strumenti espressivi. Ovviamente questo linguaggio mi risulta ancora un po’ sconosciuto e spero di poterne comprendere sin da subito i vari aspetti, anche se temo di incontrare difficoltà non essendo portata per le materie prevalentemente scientifiche.
Un’artista visivo che mi potrebbe ispirare
Al momento non conosco ancora molti artisti di creative coding, ma iniziando a esplorare questo mondo mi sono imbattuta nel lavoro di Zach Lieberman. Lo trovo interessante perché usa il codice per creare forme fluide, che sembrano quasi disegnate a mano, progettando inoltre ambienti interattivi che permettono di immergersi completamente nelle sue opere.
zach lieberman (@zach.lieberman) • Foto e video i Instagram

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