Intro
Ciaoo sono Valeria, o meglio Valè. Vengo dalla provincia di Roma, come mi ricordano spesso i miei amici veneti facendo il verso al mio accento. Non so che idea avete voi della bucolica campagna romana, ma insomma ha i suoi pro e i suoi contro, e sicuramente l’istruzione e l’apertura mentale non sono i suoi punti forti. Così per il liceo sono andata a Roma in un Convitto Scientifico, livin the city life.
Sono finita a Venezia quasi esclusivamente perché mi sono rifiutata di andare a studiare a Milano, da brava romana, però alla fine sono soddisfatta della scelta.
Informatica?
Devo dire che non sono molto spaventata per il corso (forse è un errore). Al liceo abbiamo fatto una settimana intensiva di coding in C++ con la 42 della Luiss e mi sono quasi divertita. Dopo il milionesimo errore ti viene un po’ da piangere, ma appena il codice funziona che soddisfazione. Penso che questo corso mi può far tornare in contatto con il mio lato più scientifico e pragmatico, che un po’ mi manca.
Cosa mi piace?
Mi piace disegnare, ma assolutamente non colorare, mi piace il trucco creativo, i miei gatti, cucinare dolci (e mangiarli), i gioielli, le sorprese e le belle giornate. Mi piace ottenere qualcosa faticando, ma prima di tutto mi piace fare merenda con i miei amici.
Artista visivo che mi ispira
Un designer che mi è rimasto impresso dagli studi dello scorso anno è John Maeda, che è stato uno dei precursori che ha unito informatica, arte visuale e design. È definito “tecnologo umanista”, si concentra sull’intersezione tra design, tecnologia e l’esperienza umana, cercando di rendere la complessità digitale più accessibile. Il suo è stato un innovativo tentativo di rendere la tecnologia più “umana” ed anche appetibile ad un pubblico più ampio, unendo due sfere che spesso vengono viste opposte tra loro, la scienza e l’arte.

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