Ciao! Sono nato a Cittadella, in provincia di Padova, nell’estate del 2005. Da bambino ero particolarmente attratto dalla matematica e per questo ho scelto di frequentare il liceo scientifico. Subito dopo il diploma ho però sentito l’esigenza di affiancare all’ordine dei numeri qualcosa di più progettuale e creativo. Così, eccomi allo IUAV di Venezia, dove frequento il corso di Product e Visual Design.
Il mio rapporto con l’informatica è sempre stato, fino ad ora, praticamente inesistente: al liceo ho scelto il latino al posto dell’informatica, decisione che oggi osservo con un certo spirito critico. Difatti, non conosco e non so utilizzare alcun linguaggio informatico.
Mi piace l’ordine e organizzare le mie giornate con precisione, pur sapendo che finirò inevitabilmente per innervosirmi quando i programmi non verranno rispettati. Amo viaggiare, stare in compagnia e raccogliere esperienze da cui trarre ispirazione. Periodicamente mi iscrivo in palestra con grande convinzione, esperienza che solitamente dura qualche mese prima di interrompersi, almeno fino al tentativo successivo.
Una figura che trovo di grande ispirazione è Refik Anadol, media artist che utilizza dati e intelligenza artificiale per trasformare informazioni digitali in esperienze visive immersive. “Machine Hallucinations” è una delle sue opere più rappresentative: un’installazione visiva generativa in cui reti neurali analizzano milioni di immagini per creare paesaggi astratti in continuo movimento, come se la macchina fosse capace di immaginare e sognare.

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