Assignment 5 – Generative Landscape
Obiettivo visivo
Per questa consegna, l’obiettivo visivo non era davvero definito inizialmente, il processo è stato un continuo “sarebbe fico se…”; nonostante questo sono stata ampiamente ispirata dalla lezione sul Perlin Noise per la simulazione delle montagne, quindi direi che l’obiettivo era quello di ricreare un paesaggio di montagna.
Cercando paesaggi vettoriali d’ispirazione sul web, ho pensato potesse essere interessante simulare un parallasse che suggerisse movimento.
Inoltre ho pensato che sarebbe stato interessante lavorare con dei PNG (perchè è interssante, assolutamente non perchè disegnare forme è troppo noioso…), cosi da ricreare un’atmosfera vagamente uncanny valley.
Le risposte al movimento e click del mouse sono state aggiunte in seguito per rendere più interattivo lo sketch.
Interazioni
In questo sketch, oltre alla continua generazione del profilo delle montagne, è possibile simulare l’alterazione del tempo attraverso la modifica dei colori del cielo, ottenuta tramite il movimento verticale del mouse sulla canvas.
È possibile inoltre, generare -infiniti- falchi che sorvolano il paesaggio attraverso il click in un punto casuale dello sketch.
Scomposizione logica
Cielo: utilizzo di map (posizione del mouse), lerp (mescolare i colori), if/else (distinguere due condizioni) e ciclo for (disegno del cielo). Mi sono aiutata riguardando l’esercitazione fatta in classe.
Luna: utilizzo di map (posizione del mouse) e lerp (posizione del PNG).
Montagne: utilizzo di Perlin Noise per ricrearne la sagoma. In classe abbiamo utilizzato line al posto che begin-closeShape e vertex, ma così facendo le shiluettes delle montagne restavano vagamente trasparenti. Con l’aiuto dell’AI ho aggirato il problema creando una forma chiusa. I parametri scelti per la funzione sono quelli che ho reputato indispensabili nel mio caso.
Alberi: utilizzo di due immagini affiancate in movimento. Anche in questo caso ho chiesto consiglio all’AI che mi ha suggerito il reset della posizione e l’utilizzo di due immagini per ovviare al problema di eventuali “buchi” o glitch.
Macchina: sfizio pesonale; ho utilizzato un PNG per simulare la vista dall’interno dell’abitacolo.
Falchi: altro sfizio personale dato che la zona centrale dello sketch mi sembrava troppo piatta. Comprendere e ricordare la sintassi del ciclo for è sempre un processo macchinoso, mi sono fatta aiutare dall’AI e attingendo dalle esercitazioni in classe.
Il prompt AI utilizzato è stato quello fornitoci dal professore, grazie al quale ho potuto chiarire le problematiche e i malfunzionamenti, oltre che a ricevere suggerimenti per semplificare e migliorare il codice.

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