Martina Bignotti

Sono nata a Brescia il 17 settembre 2005.

Sin da piccola ho sempre mostrato una inclinazione verso le discipline artistiche e creative, sentendomi meno affine a quelle tecniche e scientifiche.

La mia prima grande passione è stata la danza, che ho praticato per 14 anni, imparando diversi stili cercando di mettermi sempre in gioco. Parallelamente ho sviluppato la mia passione per il disegno che a 13 anni mi ha portata a scegliere un liceo artistico ad indirizzo in Arti Figurative.

Durante questi cinque anni, molto turbolenti, ho sviluppato nuovi interessi, infatti dopo aver conseguito il diploma percepivo che le discipline figurative non mi rappresentavano più, così ho deciso di intraprendere il mio attuale percorso di studi in Product e Visual Design presso l’Università IUAV di Venezia, con l’obiettivo in futuro di specializzarmi in Visual e Graphic design.

Ad oggi ho perso l’abitudine e l’interesse nel disegno manuale, ma ci sono tante altre cose che mi piacciono fare!!

Per esempio i miei weekend invernali mi piace passarli andando a sciare insieme a mio papà o ai miei amici, passare una giornata di divertimento insieme a loro sulla neve, tra apres ski e pranzi ai rifugi!

Sicuramente il mio hobby preferito è viaggiare, ma non intendo solo viaggi di lunga distanza, che purtroppo non riesco a fare molto spesso, ma anche gite in giornata in città più o meno vicine a dove mi trovo.

Rimane ancora la mia passione per la danza e più in generale per qualsiasi tipo di ballo. Ad oggi non ho molto tempo per praticare seriamente danza, ma spesso, se ho occasione, mi ritrovo a ballare.

Fino ad oggi non ho mai avuto esperienza dell’informatica. La mia unica interazione con essa è stata vedere programmare un software, ma me ne sono andata dopo cinque minuti. Parto quindi da zero.

Non è una materia che definirei completamente estranea ai miei interessi, anzi mi incuriosisce, ma sicuramente è una materia che mi spaventa, quindi molto probabilmente se non avessi avuto l’opportunità di frequentare questo corso avrei continuato ad ignorarla. Sono grata quindi di avere questa occasione per conoscerla un po’ di più, anche se probabilmente non sarà l’ambito in cui mi specializzerò, ma mai dire mai!

Non conosco molto l’ambito del creative coding, né conosco gli artisti che lo costituiscono, ma facendo un po’ di ricerca mi sono imbattuta in Refik Anadol. Le sue opere integrano Intelligenza artificiale, Visual e istallazioni. Utilizza i dati come materia prima e poi li trasforma in opere immersive di luci e colori che coinvolgono lo spettatore rendendolo parte dell’esperienza.

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