Kendri Dema

Chi sono?

Per raccontare chi sono, partirei da quando ero piccolo. Da bambino venivo spesso preso un po’ in giro dai miei coetanei per il mio nome: “Kendri? Ma che nome è? Di dove sei? Perché ti hanno chiamato così?”
La verità è che non lo so nemmeno io. Però col tempo ho imparato ad apprezzarlo e ho capito che non avevo nulla di strano: avevo semplicemente un nome che nessun altro aveva. E questo mi rendeva diverso. E, secondo me, il diverso è qualcosa di bello.

I miei interessi

Fin da piccolo ho sempre avuto una grande passione per gli animali. Ero letteralmente un nerd: possedevo dodici volumi pieni di specie diverse e li avevo imparati quasi tutti a memoria. Tra tutti, però, i miei preferiti erano i gatti e i cavalli, due amori che mi sono portato dietro per anni. In seconda media ho iniziato equitazione e me ne sono innamorato subito, anche se purtroppo ho dovuto smettere dopo poco tempo.

Con i gatti, invece, il legame è sempre stato fortissimo. Quando avevo undici anni mi regalarono una gattina che chiamai Zoli, perché volevo che avesse un nome speciale come il mio. L’ho sempre adorata: era il mio posto sicuro, quella presenza silenziosa con cui potevo confidarmi e perfino piangere. Purtroppo è venuta a mancare l’anno scorso, ed è stato un momento molto difficile per me.

Le superiori

Crescendo sono arrivati anche i dubbi sul mio futuro. Alle superiori non avevo idea di cosa scegliere. Inizialmente volevo iscrivermi al liceo artistico, perché disegnare mi è sempre piaciuto tantissimo, ma molti attorno a me dicevano che fosse una scuola inutile e mi hanno scoraggiato. Così ho scelto meccanica in un istituto tecnico a Udine. Non era un indirizzo che sentivo davvero mio, ma lì ho scoperto qualcosa di inaspettato: la chimica.

Me ne sono innamorato. Tanto che al terzo anno ho cambiato indirizzo e sono passato a chimica dei materiali. Mi è piaciuta moltissimo e ho iniziato a vedere la chimica ovunque, soprattutto nei materiali e nelle cose che mi circondavano. Dopo il diploma avevo deciso di continuare su questa strada iscrivendomi a ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale. Però dentro di me sentivo che non era davvero la mia vocazione.

L’uni

La svolta è arrivata quando un’amica mi ha parlato del design del prodotto. In quel momento ho capito che racchiudeva tutto ciò che mi appassiona: disegno, progettazione, processi produttivi, materiali, chimica. Era come se tutti i pezzi della mia storia si fossero uniti in un unico percorso.

Da quando sono allo IUAV mi sento finalmente nel posto giusto. Ho conosciuto persone stupende e mi sento libero di essere me stesso, senza filtri. Qui ho anche scoperto passioni che ormai fanno parte di me, come l’uncinetto, che pratico in qualsiasi momento della giornata, qualunque sia il mio umore.

Informatica

Ho scelto Bruno Simon perché è uno di quei designer che riesce davvero a unire creatività e programmazione. Quando ho visto il suo portfolio mi ha colpito subito: non è il solito sito da scorrere, ma uno spazio in cui ti muovi, esplori, giochi.

Mi piace perché usa il codice in modo creativo, non solo tecnico. Le sue interazioni in 3D rendono tutto più vivo e personale, e dimostrano che un sito può essere un’esperienza, non solo una pagina.

L’ho scelto perché nel suo modo di lavorare ritrovo tante cose che mi piacciono: sperimentazione, cura dei dettagli e voglia di fare qualcosa di diverso dal solito.

https://bruno-simon.com

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